Consigli: ve li darò, man mano che mi vengono in mente.
Ma li seguirete?
Quando do un consiglio ad uno dei miei due figli (o, peggio, a mia moglie) non vengono mai seguiti e, più spesso, ignorati.
Te l’avevo detto! Frase ormai tristemente nota e non solo a me, ma a tutti i dispensatori di consigli.

Ma non fa niente. Ve li scriverò lo stesso, magari utilizzando qualche aforisma, o qualche altro trucco, ma ve li elencherò.
Primo fra tutti: una ricetta va prima letta, poi immaginata, poi riletta e compresa. Solo dopo cercate di realizzarla.
Non lavorate nello stretto (no, non quello di Messina): usate recipienti capienti più grandi e cucinerete più comodamente, con maggiori speranze di riuscita.
Soprattutto assaggiate perché, come dice William Shakespeare, è un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita.

Una volta che una ricetta vi riesce, rifatela a distanza di tempo e vedrete che migliorerete le vostre capacità.
E ricordatevi che se dovete invitate qualcuno:
dopo una buona cena si può perdonare chiunque, persino i propri parenti. (Oscar Wilde).