SENZA LITIO AGGIUNTO!

(Andrea De Litio – Decorazione del coro della cattedrale di Atri  con in basso il “Commiato di Maria” )

Ebbene sì! Io cucino senza litio! Tutti i miei piatti sono litio-free

Su internet se cercate qualcosa, trovate tutto e il contrario di tutto: bisogna fare attenzione! Una volta si diceva che si era ignoranti perché non si avevano informazioni, adesso ne abbiamo fin troppe!

Vengono pubblicati migliaia di articoli, video e post che dicono che fa male mangiare questo, fa bene mangiare quello, pericoloso questo, molto ottimo quest’altro ecc…
Tutte cose, però, senza fonti e ancor meno attingendo a fonti scientifiche o ricerche mirate.
Per capire l’affidabilità di quanto pubblicato, dobbiamo chiederci sempre quali sono le fonti e se, a loro volta, queste siano affidabili!

La mia passione per la cucina mi ha sempre spinto a ricercare e a capire cosa fa bene e in che quantità o, al contrario, cosa fa male e in che quantità.
Sono giunto ad una conclusione: tutto quello che entra per bocca fa male e bene allo stesso tempo (ad esclusione dell’acqua, purché in modica quantità! forse).

Le bufale che circolano sul glutine – tipo mangiare senza glutine fa bene alla pelle e fa dimagrire, sui succhi di frutta detox che eliminano le sostanze tossiche, il miracolo delle bacche di goji, i carboidrati fanno ingrassare, per non parlar dell’olio di palma, i grassi ingrassano, la carne rossa provoca il tumore, il limone la mattina fa bene e alcalinizza (ma non era acido?) e chissà quant’altro.

Per prima cosa, il nostro corpo contiene riserve di carboidrati e grassi ma non di proteine e amminoacidi, di conseguenza abbiano un fabbisogno giornaliero di amminoacidi essenziali e proteico da non sottovalutare: la carenza di proteine porta ad una diminuzione della massa muscolare. In pratica perdi peso, ma la quantità di grasso non diminuisce.
Ogni parte dei vegetali contiene proteine ma queste si concentrano in quantità significative solo nei semi, una dieta vegetariana (e vegana) deve comprendere non solo una quantità giornaliera adeguata di legumi, cereali e semi, per soddisfare il fabbisogno proteico, ma anche la loro co-assunzione, per soddisfare la corretta copertura di tutti gli amminoacidi essenziali.

Spesso le diete vegetariane (e vegane) “fai da te” portano a un deficit o una riduzione nell’assorbimento di nutrienti essenziali, tra cui acidi grassi, minerali e vitamine, con particolare riguardo verso la cianocobalamina (vitamina B12) non presente in nessun ortaggio
La malnutrizione porta a maggiori rischi alla salute per talune patologie croniche infiammatorie. Aumenta il livello basale di acido arachidonico, i cui metaboliti (residui del processo di trasformazione metabolico) sono dotati di attività pro-infiammatoria.
Di conseguenza: Vuoi essere vegetariano? Fallo, ma fatti seguire da un nutrizionista esperto!

Vuoi eliminare il glutine dalla tua dieta pur non essendo celiaco? Ma perché?
Questo ti porta ad un regime dietetico sbilanciato, con una forte diminuzione dei carboidrati (fonte principale di energia per il nostro corpo) e per di più paghi un sacco i prodotti senza glutine che non ti passa il sistema sanitario, in quanto non sei un celiaco.

Depurarsi dalle tossine con succhi di frutta e/o verdure? Faranno dimagrire visto il bassissimo contenuto calorico, ma potresti stramazzare al suolo e incappare in carenze alimentari. E, per di più, senza depurarti, perché le tossine comunque rimangono nel corpo.

Supercibi! Come le bacche di goji?
Vi siete mai chiesti quante bacche dovete mangiare al giorno e per quanto tempo dovete continuare ad ingerirle per ottenere un beneficio minimo?
Devono essere fresche (introvabili) o disidratate? Da quel che vedo, consultando l’INRAN e il CREA (istituti nazionali di ricerca), contengono più o meno le stesse cose di altri frutti e verdure (che si possono acquistare ad un prezzo di gran lunga minore e, magari, hanno un sapore migliore).

Vi faccio un esempio: mi faccio una spremuta d’arancia, ché contiene vitamina C.
Prima cosa: di quanta Vitamina C (acido ascorbico o, meglio acido l-citrico) ho necessità al giorno? Risposta 0,1 grammo. Bene!
Piccolo calcolino: un arancia coltivata in Sicilia e che arriva sulla nostra tavola dopo una settimana contiene circa 0,03 grammi di vitamina C ogni 100 grammi di succo. Di conseguenza per coprire il fabbisogno giornaliero devo berne 330 grammi – due bicchieri.
Effetto collaterale: assumo anche 0,48 Kcal per grammo ossia circa 160 calorie! (equivalenti a una mezza porzione di pastasciutta)

Andiamoci piano con i cosiddetti supercibi!!!

Il fritto fa male! Non è proprio vero!
Come tutte le cose, se mangio cibo fritto tutti i giorni e per tanto tempo, mi farà certamente male.
Un fritto purché fatto bene, non fa male. E allora come si fa? Ecco alcuni consigli:

  • Grasso per friggere serio (di arachidi o di oliva, burro chiarificato o strutto) in abbondanza: il cibo deve essere immerso; (non usate oli bifrazionati, tipo il Friol! mi raccomando!)
  • Temperatura ideale 176° e, per mantenerla il più possibile, immergere poche cose alla volta
  • Massimo 15 minuti – filtrare l’olio, raffreddarlo – altri 15 minuti di frittura, poi buttarlo: è esausto!

Friggere in olio esausto fa molto male: questo sì che è da evitare!

Lo zucchero? Fa male! Latte? È veleno! Carne? È cancerogena!
Ebbene, nessuna di queste affermazioni è vera (in una persona con normale stato di salute). Lo zucchero, il latte, la carne o il glutine sono “pericolosi” esattamente come possono esserlo il caffè, le lasagne o i funghi. Mangiarne quantità moderate non crea nessun problema.

Impariamo a leggere le etichette ma anche a ragionare.
Lo zucchero, la pasta, il pane, i dolci, possono essere, nelle giuste quantità e limitandone il consumo, degli elisir di felicità, dei piaceri immensi (il cosiddetto Bliss Point – punto di beatitudine).
In mancanza di vera necessità medica, al contrario, mangiare un alimento senza olio di palma, senza glutine, senza caseina, senza zuccheri aggiunti e conservanti aggiunti, non significa mangiare qualcosa che “ci fa bene” ma qualcosa che “vende meglio”. Quel prodotto non fa i nostri interessi ma gli interessi di chi lo produce.
Non per niente oggi molte aziende tendono a sottolineare che il loro prodotto sia “senza” qualcosa (una volta sottolineavano che era “con” qualcosa), perché il marketing ci spinge a credere che togliere un componente significa salute e non è per forza vero, esattamente come ci può spingere a credere che un alimento sia “a prescindere” salutare.

Questo è il motivo che mi spinge a dire che cucino senza litio!

Ad esempio il latte: è un alimento come un altro. Non fa “bene” e non fa “male”. Berne poco non crea problemi e sembra proteggere da alcune malattie.
Berne troppo, invece, sembra esporre a rischi, su tutti quelli alle ossa, molto più importante e benefico esporsi al Sole. Se invece il latte piace, si beva pure, i rischi iniziano per un’assunzione elevata (circa 680 gr al giorno, equivalenti a tre bicchieri).

Un alimento è una cosa che si mangia per nutrimento o per piacere (ed il piacere è parte integrante della vita e del benessere!), è la quantità che ne determina l’eventuale nocività.
Vita sana non significa vita di rinunce ma vita di buon senso.
Anche per questo, è consigliabile una dieta molto varia. Sappiamo che una dieta varia ma a forte prevalenza vegetale, è probabilmente la maniera migliore per alimentarsi ed uno dei “trucchi” per una sana alimentazione è variare spesso ciò che si mangia.
Tutto ciò che mangiamo ci fa bene, se ne mangiamo troppo ci fa male.

Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto” (Paracelso)

“E scusate lo sfogo!” (Il Principe)

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