Quest’anno la preparazione per il Capodanno era un po’ sottotono: tutti con infreddature e influenze latenti.
Daniela ha passato la vigilia di Natale con 38°, minestrina di brodo di pollo e “Una poltrona per due”, mentre noi maschietti eravamo dalla zia…
ma sembrava che non le passasse l’influenza, il 30 aveva ancora un paio di linee di febbre. Fortunatamente si è ripresa il 31!

Come tutti gli anni e all’insegna di “ognuno porta qualcosa”, io mi sono occupati di antipasti e dolci.
Che dolce fare? a parte le creme, ovviamente… quelle le do per scontate.
Un paio di giorni prima del capodanno, suggerimento di Edoardo: perché non fai la “foresta nera”?
La Schwarzewälder KirschTorte? ho chiesto io? Quella? Non l’ho mai fatta e poi non ho del Kirsch.
Usa il maraschino!
E così, nell’imminenza del Capodanno, mi sono messo a studiarne la ricetta.
Fortunatamente ho un abbattitore che mi ha permesso di rimanere nei tempi…

Sono le 20:30 di San Silvestro, inizio ad arrivare gli ospiti… ma quanti sono?
Alcuni hanno dato forfait per colpa dell’influenza, compresa Cecilia e il suo baccalà…
Arrivano anche i piatti pronti, i vini e in cucina raggiungiamo la massima capienza…

ANTIPASTI E APERITIVI

Non potevano mancare i miei rotolini di salmone, piacciono molto, i miei tramezzini veloci al salame o prosciutto cotto e Patrizia ha portato il suo paté in gelatina .
Il tutto innaffiato da Martini, Negroni e prosecco di Conegliano con l’accortezza di non mescolare queste tre bevande!


PRIMA PORTATA

Edoardo ha portato delle crespelle ripiene di funghi e coperte da salsa Mornay e una pirofila di lasagne.
Alvise ha preparato degli spaghettini di soia a suo modo.

SECONDA PORTATA

Ero in cucina a finire di decorare la torta e non sono riuscito a prendere delle foto. E senza foto non riesco più a ricordarmi che cosa ci fosse di secondo.

DESSERT

In foto potete vedere la mia torta della Foresta Nera, un panettone, la mia mousse di mascarpone e, poiché siamo dopo mezzanotte, non potevano mancare lenticchie e cotechino.

Da quel che mi è stato detto, la mia Schwarzwälder Kirschtorte è piaciuta assai. Desidero, però, aggiungere due parole su questa torta (ormai conoscete la mia passione per la storia!)

La Foresta Nera (Schwarzwälde) è una zona montagnosa che si trova a Sud Ovest della Germania, a Sud delimitata dal confine con Francia e Svizzera (Basilea) e a Nord da una linea tra Karlsruhe, Pforzheim e Stuttgart (Stoccarda). La tradizione della zona vuole che le coppie durante il festeggiamento del matrimonio piantino un albero di ciliegio e per questo fatto lì producono ciliege famose in tutta la Germania. Non sono come le nostre, perché la mancanza di sole le rende asprigne al gusto, bensì molto più simili alle nostre amarene (volutamente aspre).

Un pasticciere di Bad Godesberg (distretto cittadino di Bonn) che lavorava presso il Café Ahrend (adesso Agner) e il cui nome era Josef Keller (26 gennaio 1887 – 8 giugno 1981) detto “süße Josef“, serviva spesso agli studenti ciliege con panna, pietanza molto alla moda agli inizi del ‘900. In seguito, al servizio aggiunse dei biscotti morbidi al cacao per poi trasformare il tutto in una torta.
La cronaca riporta che tale pasticceria iniziò a produrla e a venderla nel 1927. La prima ricetta la troviamo in un libro di cucina tedesco del 1934.

Col tempo la torta divenne un prodotto tipico tedesco e sempre presente in moltissime pasticcerie, sia in Germania che in Austria e in Svizzera.
Qualche pasticceria italiana la propone, ma non sempre.

Mi sono rifatto al disciplinare tedesco per proporre tale torta, ma per la preparazione delle basi mi sono appoggiato, invece, alla pasticceria italiana molto più raffinata di quella tedesca.

Ho presentato una torta con uno strato di panna al Kirsch e uno strato di crema chocolatine (nulla a che vedere con il pane al cioccolato francese) separati da pan di Spagna al cacao montato al burro. Decorata con piccoli riccioli di cioccolato, panna al Kirsch e amarene.

Ciò detto vi rimando alla ricetta della mia Schwarzwälder Kirschtorte con l’avvertenza che il cioccolato da usare deve essere fondente al 50% di cacao.

 

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