Mi hanno chiesto di partecipare ad un evento a Milano durante la fashion week (la settimana della moda).
Non ho capito molto bene in che cosa consistesse la mia partecipazione. Comunque, visto che era dalle 16 alle 20, ho pensato che portare degli stuzzichini potesse essere in linea con l’evento.

Due erano gli sponsor dell’evento: il salumificio Colombo, produce vari tipi di salumi freschi, stagionati e cotti, e la Urbani Tartufi , tartufi e lavorati al tartufo, tra cui dei cioccolatini.

Berengario Stagno d’Alcontres e gli studenti dello Iulm in visita alla Hyper Room

Mi sono dato da fare per preparare alcune mie ricette che avevano incontrato molto consenso: frollini al pesto, rotolino salato al pomodoro, tramezzini ungheresi.
(il salame ungherese era fornito dallo sponsor Colombo). Ho studiato appositamente una nuova ricetta a base di tartufo per l’altro sponsor: baci di dama al tartufo.

Affaccendato a preparare stuzzichini

I baci di dama sono dei piccoli biscotti accoppiati e uniti da una crema al cioccolato. Due ipotesi sono state fatte sulla loro origine.

Una leggenda narra infatti che in una bella giornata del 1852, Re Vittorio Emanuele II chiese ai cuochi di corte di assaggiare un nuovo dolce dal sapore e dalla forma diversa dal solito. I cuochi reali si misero al lavoro tra farina, zucchero, uova e cioccolato e poco dopo sfornarono, per la gioia del sovrano, gli ormai celebri baci di dama. Il manicaretto ottenuta l’approvazione del sovrano, fu da allora servito sulle tavole reali del resto d’Italia e d’Europa.

Un’altra storia dice che sono originari di Tortona, comune piemontese in provincia di Alessandria, e sono composti da due parti di pasta tenute insieme dal cioccolato. I due biscotti tondi che così si uniscono sembrano romanticamente baciarsi, uniti nell’abbraccio da una goccia di cioccolato fondente. Da questo deriverebbe il piacevole nome del biscotto piemontese.
Altre interpretazioni suggeriscono invece che il nome derivi dal fatto che la sua forma assomigli alle labbra di una fanciulla intenta a dare un bacio: da qui appunto “bacio di dama”.

Originariamente prodotti con le nocciole piemontesi, più facili da reperire e meno costose delle mandorle. Sarà infatti il cavalier Stefano Vercesi sul finire del 1810 a modificare la ricetta sostituendo le nocciole con le mandorle e brevettando i “baci dorati”. Presentati alla fiera internazionale di Milano nel 1906 vincono la medaglia d’oro, massimo riconoscimento di pasticceria del tempo.

Oggi giorno diverse sono le varianti di questa celebre ricetta. La più nota è senza dubbio quella di Alassio, chiamati appunto i Baci di Alassio, in cui si aggiunge cacao e miele ai biscotti. Questa variante ebbe un tale successo che fu brevettata nel 1919 dal suo creatore Pasquale Balzola. Ancora oggi sono prodotti secondo l’antica ricetta originale di Balzola e di suo figlio Rinaldo (pasticciere personale del re d’Italia Vittorio Emanuele III dal 1932 al 1938) e giungendo ai giorni nostri.

Comunque siete padroni di credere a una o all’altra storia oppure, perché no?, a tutte due. Dal mio canto, invece, ho preso la ricetta originale e lo tramutata in versione salata.
I miei baci di dama al tartufo estivo hanno avuto un particolare successo: sono praticamente spariti in men che non si dica!

Prima prova per i Baci di Dama

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