Dunque il dominio spagnolo durò tre secoli, esattamente fino a marzo del 1713 col trattato di Utrecht che pose fine alla guerra di successione spagnola, ratificato a Rastatt nel 1714, con cui la Sicilia venne assegnata al duca Vittorio Amedeo II di Savoia. Questi, intanto, il 22 settembre 1713 aveva assunto il titolo di re di Sicilia, in presenza degli ambasciatori siciliani: grazie a questo i Savoia poterono sostituire la loro corona ducale con quella reale il 24 dicembre 1713 nel Duomo di Palermo.
I siciliani, sebbene ne fossero inizialmente contenti, incominciarono a recriminare e a lamentarsi: Piemontesi e Savoiardi arraffarono sia le principali cariche del Regno, che quanto rimaneva ancora da gestire. Arraffarono così tanto che, per definire un disastro, si dice ancora: “Pari che ci passò Casa Savoia”!

Durante questi anni la Sicilia passò di mano in mano: nel 1718 e 19 di nuovo agli spagnoli, poi nel 1720 agli Asburgo, nel 1735 finalmente ai Borbone con Carlo III (figlio di Filippo V e la seconda moglie Elisabetta Farnese): buon re che nel 1759 torna in Spagna per succedere a Ferdinando VI morto senza eredi.
Per conto di Ferdinando, figlio terzogenito di nove anni, lasciò al Viceré Giovanni Fogliani la reggenza, durante la quale ci furono varie vicissitudini per sfociare nei moti del 1773 a Palermo che lo spinsero a rifugiarsi prima a Messina poi a Napoli, poi in Spagna, quindi nel 1778 a tornarsene a casa a Piacenza.

Nel frattempo Ferdinando sposa Maria Carolina d’Austria (sorella della Maria Antonietta che finì ghigliottinata), che gli scodellò Francesco, erede al trono, e che fece cacciare Bernardo Tanucci, diventando la dispotica arbitra del Regno di Napoli e Sicilia.

Intanto vengono importate le nuove idee libertarie, figlie dell’Illuminismo, che genereranno la rivoluzione in Francia e varie morti cruenti in Sicilia.

Il 25 dicembre 1798 il re Nasone, Ferdinando, e Maria Carolina, scesi a Palermo da nave Vanguard dell’ammiraglio Nelson, furono accolti con molto calore dai siciliani, che presto si accorsero che il re non era venuto per restaurare il Regno di Sicilia ma per rifugiarsi nell’Isola, in attesa di riprendersi il trono napoletano da lì a pochi mesi e ingannando il tempo andando a caccia.
Ritornò in Sicilia nel 1806, ma non fu ben accolto stavolta, tanto da soprannominare “cannibali” i siciliani che lo sopportavano solo per gli Inglesi che lo proteggevano.
Questa specie di protettorato durò fino al 1815, quindi Ferdinando rioccupò il trono e nel 1816 emanò “La legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie” dicendo che non poteva essere monarca a Napoli e sovrano costituzionale a Palermo e diventò Ferdinando I delle Due Sicilie.

Morto Ferdinando I, regnò per sei anni Francesco I, suo figlio: alti progressi economici, cacciata degli austriaci dal Regno e riorganizzazione del Real Esercito. Muore nel 1830 e il regno passò a Ferdinando II. Riforme varie, economia che funzionava e una nuova costituzione sul modello francese nel 1848, morì di setticemia nel 1859 e salì al trono il figlio Francesco II, marito di Maria Sofia di Baviera (sorella della famosa Sissi). Il suo carattere mite e poco risoluto portò il Regno ad indebolirsi.

Nel 1860 gli Inglesi, che già dal 1773 avevano favorito l’importazione del vino Marsala nelle proprie isole, aiutarono, con due vascelli della Royal Navy, i garibaldini nello sbarco a Marsala, soprattutto, però, per proteggere i vari “bagli” inglesi sorti nelle vicinanze. (bagghiu: fattoria fortificata).

Non continuo con la storia, perché la conoscete tutti. L’Italia fu fatta, dapprima monarchica e poi repubblicana. La cucina diventa italiana e molti piatti regionali diventano Italiani, molti prodotti si internazionalizzano e questo diventa parte integrante delle nostre eccellenze!

La cucina aristocratica

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