Il banchetto più memorabile, primo descritto in tutta la storia, fu quello offerto nell’870 a.C. dal re Assurnasirpal II nella città assira di Kahlu per festeggiare la ricostruzione del suo palazzo. E’ riportato sulla “stele del banchetto” raffigurante il re e con inciso un testo sopra a metà altezza. La parte iniziale descrive i titoli del re e i suoi ascendenti, i principali fatti della sua vita, la ricostruzione sia di Kahlu e del suo parco che di templi in varie altre città, le sue principali cacce ordinate dagli dei. Infine la descrizione del banchetto di cui, data l’importanza di questo ritrovamento e perfettamente nel contesto del libro, riporto la traduzione completa (alcune parole non hanno corrispondente in Italiano e le ho lasciate invariate utilizzando la fonetica internazionale per il cuneiforme):

“Quando io, Assurnāsir-apli re di Assiria, ho inaugurato il palazzo della mia gioia, il palazzo pieno di sapienza di Kalḫu, vi ho invitato Assur, il grande signore, e gli dèi di tutte le regioni (Il menu fu questo):

(Carni) 100 buoi grassi, 1.000 vitelli e pecore degli allevamenti, 14.000 pecore “del mercante” appartenenti alla mia signora Ištar, 200 buoi appartenenti alla mia signora Ištar, 1.000 ovini siserḫu, 1.000 agnelli primaverili, 500 cervi, 500 gazzelle, 1.000 “uccelli grandi”, 500 anatre, 500 oche, 1.000 falchi mesukku, 1.000 uccelli qārību, 10.000 piccioni, 10.000 tortore, 10.000 “uccelli piccoli”, 10.000 pesci, 10.000 topi delle piramidi, 10.000 uova varie,

(Pane e Bevande) 10.000 pagnotte, 10.000 recipienti di birra, 10.000 otri di vino.

(Contorni e salse) 10.000 giare di ceci e sesamo, 10.000 pignatte di sarḫu caldo, 1.000 recipienti ḫabaraḫḫu di verdure, 300 di olio, 300 di malto, 300 di erbe raqqūtu assortite, 100 di kuddimmu, 100 di sale di Katnu, 100 di orzo seccato, 100 di gambi di orzo verde, 100 di salsa billatu, 100 di melograni, 100 di grappoli d’uva, 100 di giuggiole zamru assortiti, 100 di pistacchi, 100 di SU.SI, 100 di aglio, 100 di cipolle, 100 di kunipḫu, 100 mazzi di rape, 100 di semi ḫinḫinu, 100 di giddē, 100 di miele, 100 di burro, 100 di lenticchie arrostite, 100 di ceci arrostiti, 100 di erbe karkartu, 100 di tījatu, 100 di senape, 100 di latte, 100 di formaggio eqīdu, 100 zuppiere di bevanda mīzu, 100 di involtini di manzo ripieni, 10 sòme di noci di dukdu, 10 sòme di noci di pistacchio, 10 sòme di SU.SI, 10 sòme di ḫabbaququ, 10 sòme di datteri, 10 sòme di titipu, 10 sòme di cumino, 10 sòme di saḫūnu, 10 sòme di anice, 10 sòme di finocchi, 10 sòme di šišanibu, 10 sòme di sibbirru, 10 sòme di timo, 10 sòme di olio fino, 10 sòme di erbe aromatiche fini, 10 sòme di pillu, 10 sòme di zucche nassabu, 10 sòme di scalogno, 10 sòme di olive.

Quando ho inaugurato il palazzo di Kalḫu ho invitato 47.074 fra uomini e donne dell’intera estensione delle mie terre, 5.000 magnati e messi di Suḫu, di Ḫindānu, di Patina, di Ḫatti, di Tiro, di Sidone, di Gurgum, di Malatya, di Ḫubuškia, di Gilzānu, di Kumu, di Musasir, 16.000 abitanti di Kalḫu di qualunque estrazione sociale, 1.500 dipendenti zarīqu (funzionari) di tutti i miei palazzi, in totale 69.574 invitati da tutte le regioni inclusi gli abitanti di Kalḫu. Per 10 giorni li ho fatti mangiare e bere, ho fatto sì che si lavassero e si ungessero (di oli profumati), li ho onorati e poi li ho fatti tornare nei loro paesi in pace e gioia.”

 

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