Un paio di giorni fa, mi sono dovuto recare dal dentista.
No, non soffro di odontofobia, ma un leggero timore reverenziale prende un po’ tutti!
Ci sono andato con apprensione perché sapevo che sarebbe stato un intervento lungo, anche se semplice.
Dopo un paio d’ore, anestesia e 6 punti, sono tornato a casa con borsa del ghiaccio sulla destra della mascella.

Non fatemi parlare! ho esclamato in un sussurro… Poi ho preso un pezzo di carta e ho scritto la lista della spesa, pregando Daniela di farla al posto mio.
Anche il camminare si ripercuoteva lì, proprio lì dove il dolore iniziava ad apparire inversamente alla scomparsa dell’anestesia.

Fastidio! E, ordine del dottore, cibi liquidi e freddi per un paio di giorni…

Cosa preparare?
Intanto, poiché avevo preparato del tiramisù, ho deciso di soprassedere alla mia perenne dieta per 2 giorni e mangiarne un po’ (o anche un po’ di più) la sera.
I dolci hanno un piacevole effetto collaterale antidolorifico… o mi sbaglio?

Mi era venuto in mente di preparare delle creme fredde che, col caldo estivo, ci stanno perfettamente, e, perché no?, anche un gazpacho.

Giorno 1: CREMA DI ZUCCHINE

Questa mia crema di zucchine è una semplice crema, piacevolissima durante il periodo estivo, alla quale, per mangiare un po’ di più, ho aggiunto della ricotta (morbidissima!) e decorata con olio al prezzemolo.
Le ricette delle creme di zucchine o altri vegetali datano del ‘600, invenzione di François Pierre de La Varenne. Sono così buone e piacevoli che non sono cambiate negli ultimi secoli.
Sono cambiati gli utensìli, non si usa più il setaccio ma il frullatore ad immersione: meno lavoro e stessi gusti (forse meno erbe e spezie).

 

Giorno 2: GAZPACHO

Si dice che l’origine deriva dal “caspacho” portoghese, che a sua volta deriva dalla voce preromana “caspa“, che significa “frammento”, dalla lingua mozarabica, alludendo a ciò che è stato fatto con pezzi di pane. Il suffisso -acho è proprio mozarabico ed è molto usato in Andalusia. Il buffo è che ritroviamo in accadico il verbo kasâpu che significa rompere in pezzi per distribuire.

L’origine del gazpacho può essere attribuito all’ellenico kykeon (per i romani posca): bevanda rinfrescante a base di acqua e vino. Con l’avvento dell’islamismo durante l’invasione araba di al-Andalus dell’VIII secolo, al gazpacho ellenico furono aggiunti sale e olio d’oliva. I primi gazpacho conosciuti (quelli originali) portavano solo pane, aceto, olio e spesso aglio e talvolta noci macinato, come mandorla (noto come ajoblanco, uno dei più antichi gazpacho conosciuti).

La ricetta del gazpacho odierno con Pomodoro e Peperone è relativamente recente, dal secolo XIX, dato che sono piante originarie del Nuovo Mondo e la loro coltivazione massiva a scopo alimentare in Europa è successiva al XVI secolo. Come per tutte le ricette tradizionali, ognuno ha la sua e la propria è miglior delle altre.

Non ha importanza! Vi consegno il mio gazpacho andaluz.

Sono due pietanze ben piacevoli ed estive. Ve le raccomando caldamente (ah ah!).

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