Avevamo invitato un bel po’ di persone per questo sabato: avevamo già scelto il menù, e per di più mio figlio Manfredo mi aveva chiesto di preparare un Tiramisù (golosità a cui non riesce a rinunciare) arrivando a casa con due pacchi di savoiardi: così devi sporcare meno!
Purtroppo una leggera forma di polmonite mi ha bloccato, e abbiamo dovuto rinviare tutto; ma, potenza degli antibiotici, venerdì stavo molto meglio! Troppo tardi per comunicarlo agli invitati.
Manfredo: E il Tiramisù?
Va bene! Te lo preparo.
E mia moglie: già che ci sei… perché non fai qualcosa di bergamasco? Così chiacchieriamo con qualcuno?
Ma il dottore ha detto che non devo sudare!
Allora vai piano….

Qualche cosina per aperitivo… con del salame e del prosciutto, delle olive annurche, un po’ di paté (comprati!) e

Aperitivo: ROBIOLA AL CREN

La ‘robiola al cren‘ (o rafano) è una crema semplicissima ma di sicuro effetto!
L’idea mi è venuta in felice momento di intuizione! Piace moltissimo e il leggero piccante predispone lo stomaco a quel che segue!

Portata: CASONCELLI BERGAMASCHI (POPOLARMENTE CASONZEI)

La cucina bergamasca aristocratica non é mai stata particolarmente sofisticata, ma ha dei piatti che meritano di essere apprezzati.
Notevole uno di questi: i casoncelli. E’ una particolare pasta ripiena che viene servita con burro e salvia.
Anche in questo caso esistono due ricette a seconda della cucina a cui si riferiscono.

Cucina popolare:

Impastare della farina con acqua e un pizzico di sale in ragione di circa 60 di acqua per 100 di farina e una punta di strutto.
A volte una piccola parte dell’acqua veniva sostituita con del latte.
Il ripieno è un quinto di trito di carne mista (manzo e maiale o resti di bollito o brasato), con due quinti di formaggio stagionato grattugiato (non parmigiano ma Branzi o Formai de Mut),due quinti di pane ammollato nell’acqua e poi strizzato e del prezzemolo tritato con sale grosso.
La forma è a disco ripiegato con pasta medio grossa.
Condimento fatto da pancetta saltata, se possibile con salvia, e sfumata con abbondante vino rosso.

Piatto della festa, veniva servito in brodo fino agli inizi dell’ottocento. Il brodo a sua volta veniva insaporito con del vino rosso al momento del servizio.

Cucina metropolitana:

I casoncelli sono arrivati alla cucina aristocratica bergamasca alla fine dell’800; prima si preferivano i timballi (di riso o di pasta) e gli aspic.
La pasta ripiena veniva piuttosto usata per rifinire i brodi, prendendo ricette dal Piemonte e dall’Emilia.
Infatti non viene menzionato dal famoso cuoco bergamasco Giuseppe Riva (detto “Il Biondo”) nel suo libro – poco conosciuto, ma molto interessante – “Trattato di cucina semplice per conservare lo stomaco” pubblicato nel 1878, tredici anni prima di quello dell’Artusi.

Personalmente ho preferito servirli con il condimento di pancetta e salvia al vino rosso e del parmigiano grattugiato a parte.

Dessert: TIRAMISÙ CLASSICO

Il Tiramisù è stato inventato a Treviso al ristorante ‘Le Beccherie’ nel 1970. Credo che sia il dessert italiano più conosciuto al mondo. Poiché viene preparato, servito e mangiato nello stesso giorno, la ricetta classica delle Beccherie non prevede alleggerimento della crema al mascarpone con la panna e i tuorli con lo zucchero non sono montati ma solo sbianchiti.
Nel mio caso, invece, lo preparo il giorno prima e, dato che, di norma, qualcosa avanza sempre, lo conservo per qualche giorno in frigorifero. Quindi deve essere cambiata la ricetta.
Vi fornirei la ricetta per i savoiardi, ma, come ho detto all’inizio, ne erano stati comprati due pacchi e ho ho utilizzato quelli.
Ecco l’interno del mio tiramisù:

Con la crema avanzata sul fondo della ciotola e due savoiardi bagnati nel caffè, ho preparato una coppa Martini per quel golosone di Manfredo, che se l’è mangiata senza aspettare che si raffreddasse.

Consigli: lasciate riposare l’impasto dei casoncelli per un paio d’ore in frigo, prima di utilizzarlo e, soprattutto, non tirate la pasta troppo sottile: snaturerebbe la caratteristica del piatto.
Non bagnate troppo i savoiardi altrimenti non danno l’effetto biscotto, ma l’effetto pappetta.

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